Zappettare a Roma

di Angela Commenta

E Roma si scopre col pollice verde. Per chi vive in questa città il verde pubblico, gli immensi, meravigliosi parchi, la possibilità di passeggiare all’aria aperta e vedere colori diversi dal grigio c’è, da sempre. Nonostante lo smog, nonostante Roma sia caotica e a tratti invisibile. E nell’ultimo periodo sta anche prendendo piede, sempre più, nella Capitale, il desiderio di tornare alla terra. Zapparla, coltivarla, e vedere nascere e crescere fiori e frutta, verdura e prodotti di stagione grazie alla propria cura e al proprio lavoro.

Guerrilla gardening e orti urbani: novità nate tra i palazzi di grandi città a livello internazionale, che ora prendono finalmente piede anche in Italia e a Roma.Vediamo di che si tratta: spazi di terra, non troppo estesi, verdi e normalmente pubblici. Vengono presi in gestione dai cittadini attraverso delle associazioni. Da un lato c’è la volontà di combattere l’avanzamento del degrado, dall’altro anche il desiderio di stare insieme e conoscersi. Su tutti la riscoperta della terra e di fare qualcosa proprio con essa, amandola e creando.

Anche a Roma, insomma, finalmente si zappa. Succede alla Garbatella, succede a San Lorenzo. Ma anche a Centocelle, dalle parti del Forte Prenestino. E all’Ardeatina gli orti sono gestiti e curati dai lavoratori ex-Eutelia. E non sembri anacronistico, anzi: si trovano degli spazi degradati, privi di cura e manutenzione. E qui i romani si mettono insieme e si organizzano per trasformare quelle piccole aree, facendole diventare dei veri e propri orti, ma anche aree gioco e giardini.

Dove, come e quando “zappettare”? Trovate le risposte su  urbanarchitectureproject.org. Dove troverete anche una mappa con, tra l’altro, le fattorie urbane, le case della partecipazione ed altre forme di gestione di aree verdi come i punti verdi qualità e le aree gestite da associazioni consolidate. Un centinaio i posti indicati dove “zappettare” a Roma.

Secondo quanto raccontato dal sito stesso

Le iniziative di natura spontanea riscontrate a Roma hanno in comune il fatto di sorgere in aree o in strutture abbandonate: che sia un parco, un casale o un forte militare. L’organizzazione spontanea di un gruppo di cittadini diventa un’esigenza di fronte al degrado causato dall’assenza di attività di manutenzione che porta con se anche problemi legati alla sicurezza. Tali iniziative rappresentano dunque una risorsa preziosa per chi deve amministrare un territorio così ampio come quello del comune di Roma

Via|SmarterCity

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