Campidoglio, Moratoria della pena di morte per Tareq Aziz

di Redazione Commenta

Oggi alle ore 11 nella piazza del Campidoglio, Marco Pannella e il sindaco di Roma Gianni Alemanno hanno presentato l’iniziativa:
Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz – Nessuno tocchi Caino o Abele” e il banner con l’immagine dell’ex ministro iracheno che sarà affiancata a quelle di Gilad Shalit e di Sakineh sulla facciata del Palazzo Senatorio.

Dal 2 ottobre scorso Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha per aiutare la ricostruzione storica delle reali ragioni che portarono alla guerra in Iraq, con uno sciopero della fame che è diventato anche della sete alla notizia della condanna a morte di Tareq Aziz.
Il leader Radicale ha ricominciato a bere quando il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dato la propria disponibilità concreta ad accompagnarlo a Bagdad per una missione politico-umanitaria volta a salvare la vita ad Aziz e ad altri cinque condannati.

Spiega Marco Pannella:

L’azione a favore della Moratoria sulla pena di morte per Tarek Aziz – Caino e, sugli altri iracheni con lui condannati così come quella a favore di Sakineh-Abele va condotta in modo coerente e vigoroso, senza indulgere troppo sugli aspetti personali di queste possibili vittime di Stati – boia, che continuano a respingere solenni risoluzioni della Comunità internazionale.
Ho preso atto 5 giorni fa della immediatezza e tassatività con la quale il governo Berlusconi – attraverso l’annuncio dato dal suo Ministro degli Esteri Franco Frattini – accoglieva la mia offerta di fare di una specifica congiuntura (la condanna a morte di Tarek Aziz) l’occasione per una adeguata azione della Comunità internazionale, per iniziativa del Governo italiano, volta ad impedire che in troppi casi, in troppi stati, la risoluzione per la Moratoria della 62° Assemblea Generale dell’Onu restasse – diventasse sempre più letteralmente -“lettera morta”. Ho per questo corrisposto, secondo metodo nonviolento, interrompendo il mio sciopero della sete. Ma il Satyagraha Radicale, con il mio specifico contributo non può prescindere dalla moralità dell’opera e del risultato. Non avendo avuto modo sin qui nemmeno di avviare una collaborazione con il Governo e con il Ministro Frattini, devo prepararmi nuovamente a riprendere anche lo sciopero della sete, nella speranza possa tornare a rendere maggior forza – sempre più necessaria- alla lotta per la vita contro il persistere di Stati che si arrogano funzioni boia anche grazie a comprensibili ritmi buro-diplomatici, elevati a riflessi di apparente stampo di real-politik. Mentre persisto nello sciopero della fame sui problemi della giustizia e del carcere, quali nuclei consistenti di una nuova Shoah in Italia che si radicano sempre più nella vita istituzionale e politica del paese
Per saperne di piu’ :

Di seguito, il testo della lettera aperta urgente al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e per conoscenza al Ministro degli Esteri, Franco Frattini; al segretario per i rapporti con gli stati della segreteria di stato della Santa sede Città del Vaticano S.E. Mons. Dominique Mamberti; al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta di Marco Pannella.

Signor Presidente,
spero che sia tuttora possibile che tu mi ascolti, secondo quanto mi hai tante volte riferito esser consiglio della tua adorata mamma. La quale –credimi – oggi vive in quella compresenza di viventi e di morti che un grande straordinario italiano, uno delle mie parti – Aldo Capitini – del quale tu non sai naturalmente quasi nulla, ci insegnava essere la realtà.
Ciò premesso, ecco cosa avrei da dirti. Per un riflesso personale e politico Franco Frattini di getto ha raccolta e fatta propria la mia offerta: andiamo subito a Bagdad, per vedere Tarek Aziz e convincerlo a rischiare la vita anziché rassegnarsi alla morte.
Ma, se la direzione è giusta, da cosa nasce cosa. Io ti ri-propongo quanto – grazie soprattutto a Gianni – nel corso di un decennio tu hai accettato di far tuo, in modo determinante, nostro: sia per la creazione della giurisdizione internazionale, la Corte Penale; sia sulla Moratoria Universale della pena di morte; sia su una attuale nostra ennesima “follia”; quella di proporre ai 192 stati dell’Onu di porre al bando le mutilazioni genitali femminili, affidandoci alla saggezza della 65ma Assemblea Generale dell’Onu, attualmente in corso .
Te ne propongo ora un’altra: facciamo che la salvezza dal boia di stato, di Tarek Aziz e degli altri cinque condannati a morte, non costituisca “solo” la conquista per dei Caini privilegiati.
Potremmo/dovremmo invece, cogliere questa occasione per suggerire, chiedere a tutto il complesso di potere irakeno di far propria quella moratoria universale della pena di morte che, oltre tutto, era stata annunciata dal primo gestore della sovranità irakena, il governatore americano Brennen: poi immediatamente annullata dal governo iracheno di Al-Maliki.
È ovvio che questo progetto non potrebbe non coinvolgere l’attività del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon, per manifesto suo dovere d’ufficio, perché si passi ormai all’azione per sostenere il valore della Moratoria Universale per quegli Stati che mostrano patente necessità di essere aiutati a rispettarla in pratica. Malgrado – davvero – “quasi tutto”, sarei, saremmo onorati di esserti e averti accanto, con il Ministro degli Esteri del tuo Governo, e il prezioso (e stressato, temo) tuo Sotto Segretario: Gianni Letta. Il tuo apporto si rivelerebbe certamente determinante, e come tale lo illustreremmo, per doveroso amor di verità.
Tutto questo costituirebbe occasione per positivamente coinvolgere la possente rete dei tuoi migliori amici (non di rado fra i peggiori nostri avversari), a sostenere questa impresa; sin dai prossimi giorni, come sarebbe prudente, opportuno.
Per nostra e mia parte ho già formalmente auspicato che l’autorità Vaticana corrispondente a quella di Franco Frattini, Mons. Mamberti, voglia sostenere e partecipare all’impresa.
Tu sai meglio di me quanto, in casi analoghi, determinazione e rapidità congiunte, siano preziose, necessarie.
Questo ti chiedo, Presidente, Silvio; personalmente, convintamente, formalmente a nome del Partito Radicale, e dei Nonviolenti, ben distinti dai movimenti “pacifisti”. M’auguro una tua positiva, urgente risposta te ne ringrazio fin d’ora.
Credimi
Tuo
Marco Pannella

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