Di Salvo e Della Martira, l’elettronica a buon prezzo

 Siamo vicino al Natale ed è quasi il momento di fare i regali. Negli ultimi anni la classifica dei prodotti più acquistati per essere regalati ha visto l’ascesa di tutti i prodotti di elettronica ed in particolare telefonini e televisori. A Roma nonostante l’invasione delle grandi insegne dell’elettronica, c’è un negozio che resiste e che è conosciuto come il migliore concorrente di giganti come Trony o Euronics, stiamo parlando di Di Salvo e Della Martira, un negozio famoso per i suoi ottimi prezzi e per la competenza con la quale viene gestito.

Questa azienda, inaugurata oltre 50 anni fa è riuscita a sopravvivere alla grande distribuzione grazie ad una politica dei prezzi decisamente bassi e rinunciando a pubblicità spesso ingannevoli, puntando invece al passaparola dei clienti soddisfatti che andavano a fare acquisti. Entrare da Di Salvo e Della Martira significa avere la possibilità di farsi consigliare, di avere qualcuno che ti illustri un prodotto e che ti dica quello che è più adatto alle tue esigenze, è un modo di acquistare vecchia maniera.

Orecchini: da semplice accessorio a leggenda

Gli orecchini sono quell’ornamento distintivo indossato in tutto il mondo da culture lontane e differenti tra loro. L’uso di portare un ornamento appeso alle proprie orecchie risale all’età del bronzo. Nel primo libro della Bibbia, il loro uso viene associato alla famiglia di Giacobbe che li utilizzava come fossero dei talismani. L’oggetto ha assunto nel tempo un linguaggio proprio come accadeva in Africa durante le cerimonie di iniziazione. In Kenia segnava il passaggio dall’infanzia alla pubertà mentre in Islam gli orecchini d’argento trasmettono un significato propiziatorio. Nelle culture indigene e tribali gli orecchini sono usati invece come simbolo di erotismo e seduzione.

Sono molte le storie e le leggende sorte intorno all’uso di questo oggetto prezioso. Nel XIX secolo nella marina mercantile inglese, gli uomini usavano mettere degli orecchini all’orecchio sinistro come simbolo anarchico. Aveva invece una valenza pratica per i marinai in quanto, secondo alcune fonti, l’orecchino era un modo per pagare le spese funerarie nel caso in cui il marinaio perdeva la vita in un luogo lontano dalla propria abitazione. I pirati invece mettevano l’orecchino come simbolo di riconoscimento mentre per altri, esso rappresentava un modo per catturare la luce. Nei luoghi con scarsa visibilità infatti la luce riflessa attraverso l’orecchino d’oro permetteva di localizzare la posizione del pirata. Artisti, omosessuali, nomadi, hippies, punk ed altri personaggi usano da sempre l’orecchino come prova di riconoscimento in una diversità sociale da manifestare apertamente attraverso l’utilizzo del proprio corpo.

Marinari, dolcezze romane

Voglia di dolcezza? Il Natale 2009 è alle porte, e parlare di golosità e dolcezze diventa sempre più vicino. E allora tutti alla Pasticceria Marinari. Una vera e propria istituzione a Roma, luogo di bontà e leccornie per tutti i palati, soprattutto quelli più golosi.

L’attività “viene al mondo” nell’ormai lontano 1950. E nasce in quello che allora era un quartiere di nuova urbanizzazione, poi diventato uno degli angoli più residenziali della Capitale, a due passi dal centro: il Trieste-Salario. I “creatori” sono Oriano e Sara Marinari.

Hamasei, il gusto del Sol levante

 Ormai a Roma la moda del sushi ha iniziato a spopolare, ma la cucina giapponese non è fatta solo di pesce crudo e se si vuole sperimentare la tradizione culinaria di questo paese non si può che fare riferimento ad Hamasei in via della Mercede. Hamasei è in assoluto il primo ristorante giapponese aperto nella capitale, inaugurato negli anni ’70 è anche filiale di un altro ristorante che si trova a Tokio.

Famoso soprattutto tra i business man, da Hamasei vi potrete immergere totalmente nell’atmosfera del Sol levante anche grazie alla cortesia e alla competenza dei suoi camerieri. Il locale è diviso in quattro zone, un sushi bar dove poter fare piccoli spuntini con gli occhi a mandorla, una zona con i tatami sfruttata come Privé e due aree con arredate con tavoli a sedere, una di recente apertura. Lo stile del ristorante rispecchia l’efficienza e l’essenzialità tutta giapponese, accogliente ma semplice e soprattutto non snob.

Agriturismo Il Casale dei Girasoli

Alle porte di Roma, nella zona di Ladispoli, si erge una casa rurale di campagna adibita ad un magnifico agriturismo verde e solare come il nome con cui si presenta: Casale dei Girasoli. L’azienda agricola nasce nel 2004 dall’amore per la terra e per gli animali. Cavalli, oche, galline, conigli, caprette e pavoni hanno trovato ospitalità e cura nella famiglia dei Girasoli.

Il ristorante occupa lo spazio che una volta rappresentava la stalla, trasformata oggi in un ambiente caldo e solare grazie alla presenza continua del tema del girasole sulle pareti, nell’arredamento e nei centrotavola. Il menu varia a seconda delle stagioni dell’anno ma ogni ingrediente è rappresentato da un genuino prodotto locale come i carciofi, utilizzati moltissimo in cucina soprattutto durante la sagra del paese. Al momento dell’ordinazione vi consiglio di scegliere un antipasto misto composto da una meravigliosa focaccia fatta in casa, salumi e formaggi oppure il tortino di melanzane con ricotta e vellutata al pomodoro, un piatto che ha vinto un premio nell’ambito della rassegna Agriturismo in tavola; tra i primi vi sono invece quelli alla frutta, come gli gnocchetti fragole e ortica accompagnati da gocce di cioccolata, i tonnarelli speck e ananas e i fazzoletti di ricotta e pera; tra i secondi, carne alla griglia, cucinata al caminetto presente in sala, oppure le scamorze ripiene; come dessert infine, i deliziosi dolci della casa come le crostate ripiene, la ricotta al caffè e il semifreddo al cioccolato bianco o nero con salsa alla liquirizia.

A casa di Alice, la spaghetteria di Piazza Fiume

Ve lo ricordate Stasera a casa di Alice, il film con Carlo Verdone, Ornella Muti e Sergio Castellitto? Certo che lo ricordate. A casa di Alice – non la stessa, qui ci si rifà piuttosto a Alice nel paese delle meraviglie – è un simpatico ristorante spaghetteria al centro di Roma, in zona piazza Fiume. Questa allegra spaghetteria è aperta tutti i giorni, sia a pranzo che a cena. Resta chiusa solo la domenica per riposo.

Il locale è molto caloroso e accogliente. E’ vero quel che scrivono e quel che hanno tentato di comunicare i gestori nel mettere su questo ristorante: sembra di essere a casa. Ma questa è la casa di Alice, e di meraviglie, in effetti, se ne trovano e se ne mangiano anche. Il bello di questo posto è che è curato e gestito a livello familiare: servizio e cucina sono portati avanti dai proprietari. E “fatta in casa” è anche la pasticceria.

FotoDigitalDiscount, la fotografia a poco prezzo

FotoDigitalDiscount a Roma vuol dire foto, tutto il necessario per una passione o una professione, a prezzi vantaggiosi. FDD è la più grande catena di negozi di fotografia in franchising d’Italia, e viene al mondo nel 2005 come un network di negozi di fotografia che applicano usi e consuetudini differenti dal classico approccio. Market oriented, decisamente, in un mondo che ha cambiato tanto il settore della fotografia e la sua gestione commerciale. Il digitale ha rivoluzionato, infatti, non solo il modo di fotografare, ma anche il mercato stesso. E i negozianti si sono dovuti decisamente reinventare.

Così è stato per FotoDigitalDiscount. Andando sul sito e scaricando il software, è possibile caricare infatti le proprie foto digitali da stampare on line. Per poi ritirarle, reali e fiammanti, al punto vendita più vicino che voi stessi indicherete. Non solo: la catena effettua spesso promozioni e sconti sui già bassi prezzi. Naturalmente qui si stampa anche (e ancora) da rullino, quindi in analogico. Nei negozi FDD troverete gadget di ogni genere, ma anche e soprattutto fotocamere, sia digitali che analogiche, accessori come rullini, carta fotografica, schede di memoria, ricambi e complementi per fotografia e immagine, cartucce per stampanti, sia originali, che compatibili e rigenerabili, e computer.

Dopo il salto, ecco dove trovare FotoDigitalDiscount a Roma.

Wii, quando il gioco diventa reale

Si chiama Wii l’ultima console creata dalla Nintendo. Dal 2006, anno di presentazione al pubblico, ha già venduto abbastanza pezzi da sorpassare le rivali Xbox 360 della Microsoft e la PlayStation 3 della Sony. Larga quanto la custodia di tre cd messi insieme e più sottile delle concorrenti presenti sul mercato, è identificata come la più piccola console prodotta dalla Nintendo. Il 20 novembre 2009 uscirà, in edizione limitata, la Wii in colore nero, al posto del classico colore bianco, contenente anche una copia di Wii Sports Resort.

La Wii non è solo gioco ma anche allenamento gratuito senza dover pagare un abbonamento in palestra. L’attenzione per la forma fisica è stata incorporata nella rivoluzionaria Wii Fit, un software composto da una pedana wireless chiamata Wii Balance Board che consente di mantenersi in forma sotto la guida virtuale di un tutor. In base all’iniziale calcolo dell’indice di massa corporea (BMI), vi verrà assegnata l’età Wii Fit, variabile da 2 a 99 anni. Partendo da questo dato potrete impostare il BMI che volete ottenere e il tempo in cui volete raggiungere tale risultato. Il Wii Fit elabora così un programma di allenamento personalizzato che permette di tenere sotto controllo i progressi fatti giorno dopo giorno. Ogni singolo movimento effettuato dal corpo viene percepito in tempo reale sullo schermo televisivo. In questo modo il software può controllare la postura e la correttezza nell’esecuzione dell’esercizio mostrato dal personal trainer virtuale. Il peso massimo che può sostenere la Wii Balance Board è di 150 Kg. Gli esercizi disponibili sono oltre 40 e comprendono le seguenti categorie: allenamento muscolare, yoga, aerobica e giochi di equilibrio.

Knit Cafè, fare la maglia e divertirsi a Roma

Knit Cafè a Roma? Assolutamente sì. Sguainano i ferri, sferuzzano nel vero senso della parola, insomma. A ritmo di musica, tutte insieme, chiaccherando, conversando amabilmente di attualità, gossip, politica, problemi di vita quotidiana, grandi questioni esistenziali, perché no. Confrontandosi, divertendosi, semplicemente rilassandosi. Un Knit Cafè permette tutto questo e molto altro.

In Italia le sferruzzatrici si ritrovano ormai nei locali e nei caffè. Lo sapevate? Sì, è vero, si potrebbe fare a casa. Si potrebbe? Sì certo, ma insieme è meglio. E non stiamo parlando di anziane signore, ma anche e soprattutto di giovani rampanti, che così si rilassano, creando qualcosa di assolutamente unico, e decisamente proprio. Golf, cappelli, sciarpe, centrini. Di tutto di più, insomma. E certo non si tratta di nostalgie e casalinghiti varie.

Flou, non chiamateli letti

 Chi non vorrebbe dormire coccolato in letto comodo, caldo e confortevole. Perché il riposo è tutto e la qualità del sonno influisce sul nostro umore e sul rendimento del nostro lavoro. Allora cosa c’è di meglio che acquistare un letto Flou? Flou nasce nel 1978 quando Rosario Messina fonda l’azienda dopo aver lavorato per anni alla Bassetti, esperienza che lo educò al lavoro e che lo aiutò nell’intuizione di sfruttare il tessile nell’arredamento. Il primo letto prodotto da Flou si chiamò Nathalie, era disegnato da Vico Magistretti e fu l’inizio di una vera rivoluzione.

L’idea di rivestire il letto con il tessuto, come avvolgerlo in un’ideale piumone che lo rendesse bello e comodo e poi il superamento del classico concetto di bianco per rivestimenti e lenzuola con dei letti colorati e divertenti decreto il successo di questo marchio. Non solo, il letto veniva venduto pronto per l’uso all’interno dei negozi, una cosa impensabile per quel tempo. Il cliente in pratica doveva entrare in negozio, scegliere un letto completo di mobile, rete e materasso, completamente rivestito di tessuto, pronto da personalizzare con colori particolari e fantasie, ordinare e ricevere a casa; il cliente doveva solo guardare, scegliere e pagare, al resto pensava Flou.

I-pod Apple, la musica che vi segue ovunque

Da quando ho ricevuto un iPod nano blu in regalo, sono totalmente diventata una Apple dipendente. Non posso uscire di casa senza le cuffiette alle orecchie e le mie canzoni preferite come sottofondo dei miei passi. Sembra una dipendenza, in realtà è soltanto una passione o se volete un vizio irrinunciabile e assolutamente indispensabile. D’altra parte la musica non smetterà mai di suonare e a chi la ama non resta che alimentare il suo piacere cantando le sue note preferite al bar, al supermercato, in metropolitana, ovunque voi siate la musica è con voi.

L’iPod della Apple si presenta esteticamente affascinante e interiormente potente con i suoi 160GB di spazio di archiviazione che può contenere fino a 40.000 canzoni, 200 ore di video o 25.000 foto. Vi bastano queste semplici informazioni per comprendere che un mese intero non vi basterà per approfondire la conoscenza del contenuto del vostro iPod. Per caricare delle canzoni sul vostro lettore musicale dovrete sincronizzarlo con il computer attraverso il software iTunes, un programma della Apple che consente di effettuare acquisti nel negozio di musica online del brand.

Rive Gauche, birra (e non solo) a San Lorenzo

La Rive Gauche! No, non stiamo parlando qui della famosa “riva sinistra” della Senna, a Parigi, quartiere intellettuale, artistico e bohémien, da sempre cuore pulsante della vita intellettuale e letteraria, universitaria e artistica della Ville Lumiere. No, qui parliamo del Rive Gauche di San Lorenzo, a Roma.

Un locale che è molto più di un pub, di una caffetteria e di un wine bar. E’ tutto questo, certo, e molto altro, al centro del quartiere universitario della Capitale.

Babington, profumo di Londra a Roma

 C’è un luogo a Roma che è senza tempo, un posto che racchiude al suo interno una tradizione centenaria che rimanda direttamente alla vecchia e cara Londra. Vi sto parlando di Babington la sala da té più famosa di Roma che si trova in un magnifico palazzo settecentesco costruito accanto alla scalinata di Trinità dei Monti.

La storia di questo posto magico inizia nel 1893 quando Isabel Cargill e Anna Maria Babington, due signorine inglesi di buona famiglia arrivarono a Roma con 100 sterline in tasca e con il desiderio di aprire una attività commerciale nella Capitale. Desideravano aprire una sala da tè e di lettura per la comunità anglosassone, quando ancora questo prezioso ingrediente poteva essere acquistato solo in farmacia.

Necci, il locale di Pasolini

In Via Fanfulla da Lodi, Pasolini negli anni sessanta girava il suo film Accattone. Il set del film era il bar Necci, oggi anche ristorante. Il bar è divenuto negli anni il simbolo di un quartiere, il Pigneto, e di un’epoca, cara ai cinefili. Il Pigneto era all’epoca il quartiere periferico del sottoproletariato caro a Pasolini. Oggi il suo volto si è completamente trasformato accogliendo artisti, intellettuali, registi e stilisti. Insieme a San Lorenzo, è divenuto una zona di tendenza, meta preferita di giovani e universitari.

Il ricordo della comparsa cinematografica sporge attraverso una foto di Pier Paolo Pasolini presente all’interno del locale. Erano gli anni cinquanta quando Necci incontra per la prima volta il cinema attraverso la storia di Vittorio, il ragazzo di borgata sostenuto dalla prostituta Maddalena. Il bar era la meta preferita della gente anziana del paese che trascorreva i suoi pomeriggi ai tavoli del bar a chiacchierare e a giocare a carte.